Di cosa mi occupo

AREE DELLA PSICOLOGIA

Psicoterapia transculturale: il mio approccio.

L’ approccio di intervento orientato alla Psicoterapia transculturale integra la Psicologia Dinamica alla componente culturale.

La cultura può essere intesa a differenti livelli: nazionale, locale, familiare, d’origine… ed è un insieme di artefatti materiali e immateriali che funzionano da garanti. Tutti apparteniamo a una o più culture.

Il rapporto tra noi e la cultura è in continuo interscambio attivo. Ogni individuo, nella sua narrazione, incorpora dentro di sè, inconsciamente o consciamente, i costrutti, i sistemi di valori e le difese del contesto culturale in cui è immerso. Questo intreccio può interrompersi e creare disagio, la cultura da fonte di benessere diventa malessere. L’incontro con il terapeuta diventa uno spazio transculturale, uno spazio di cura del disagio…
La Psicoterapia Transculturale è uno Spazio.
Uno Spazio come Luogo, uno spazio come Tempo…
luogo protetto in cui è possibile un’apertura e un’esplorazione del proprio mondo, unico e soggettivo, del proprio malessere e sofferenza, delle proprie relazioni dei propri vissuti; tempo per se stessi per un percorso di consapevolezza una sperimentazione di conoscenza di Sè che comprende momenti di relazione-contatto-confronto-scontro con l’Altro diverso, immaginato, idealizzato, in difficoltà… comunque vissuto un tempo per un contatto ed un ascolto diversi Uno Spazio uguale ma diverso da altri che rappresenta un’opportunità di cambiamento, di benessere e di incontro.

Psicologia della salute.

Questa area della psicologia riguarda i fattori cognitivi, affettivo – emotivi, psicosociali, comportamentali, sociali e culturali che sono all’origine dello stato di salute delle persone (salutogenesi), la promozione, il mantenimento e la prevenzione della salute secondo una prospettiva biopsicosociale. Nello specifico mi occupo di interventi di counselling e psicoterapia individuale con caregiver che hanno familiari in situazioni di grave o di gravissima disabilità (stato vegetativo, stato di minima coscienza, demenze, sla). Il caregiver, termine anglosassone, entrato ormai stabilmente nell’uso comune, indica “colui che si prende cura” e si riferisce ai familiari che assistono un loro congiunto ammalato e/o disabile. Gli interventi facilitano la gestione efficace della sofferenza prolungata del caregiver, per prevenire effetti avversi a lungo termine sulla sua salute e psiche. L’obiettivo è favorire l’adattamento al cambiamento dovuto alla disabilità/malattia del proprio congiunto per ripristinare il benessere biopsicosociale dell’individuo e della famiglia. Nel mio studio di Monza e Milano e presso il domicilio mi occupo di percorsi di sostegno psicologico e psicoterapia sia individuali sia per l’intero nucleo familiare.

Psicologia del comportamento alimentare.

Il comportamento alimentare di ognuno è un comportamento e come tale è influenzato da fattori biologici, ambientali, familiari e sociali, ma anche da fattori psicologici di cui, spesso, manca consapevolezza. In affiancamento al lavoro di un professionista della nutrizione che aiuta la persona nella dieta con cibi adatti e utili per il suo funzionamento biologico, lo Psicologo lavora sull’individuo nella sua unicità, sul conflitto, sulla motivazione, sull’autostima attraverso emozioni, pensieri, idee e azioni.

A Monza collaboro con la dott.ssa Anna Anghileri, Biologa Nutrizionista www.anghileri.eu per il trattamento dei comportamenti e disturbi alimentari.

Psicologia dell’emergenza e Psicotraumatologia.

Un’emergenza è una condizione critica che si manifesta in conseguenza del verificarsi di un evento, di un fatto o di una circostanza che determina una situazione potenzialmente pericolosa per l’incolumità delle persone e/o dei beni e strutture e richiede interventi eccezionali ed urgenti per essere gestita e riportata alla quotidianità. L’emergenza è caratterizzata da un disequilibrio tra le risorse disponibili e quelle necessarie per gestire l’evento potenzialmente traumatico. Ogni persona, nel corso della vita, può trovarsi in una condizione di emergenza e vivere eventi potenzialmente traumatici. In queste esperienze si sperimenta un senso di impotenza, forte stress e carenza di risorse. Chiedere aiuto per inserire la narrazione di quanto accaduto e provato nella continuità del sé e della propria vita favorisce lo sviluppo della resilienza, la capacità che deriva dai metalli di resistere e non spezzarsi. Presso il mio studio di Monza e Milano mi occupo di sostegno in caso di lutti, gravi malattie o malattie degenerative, incidenti stradali o sul lavoro, atti delinquenziali, catastrofi/calamità, burnout.

Psicologia dell’orientamento.

Orientare significa letteralmente “cercare l’oriente”, individuando l’oriente è possibile scegliere e mantenere con sicurezza la propria rotta, verso qualsiasi direzione si voglia andare. L’orientamento è l’insieme di attività che mirano a fornire alle persone la conoscenza di tutte le possibili prospettive ed opportunità attraverso il riconoscimento e lo sviluppo di proprie attitudini, capacità e competenze. L’orientamento è un percorso che ha l’obiettivo di mettere la persona nella condizione di operare scelte consapevoli al fine di esercitare un controllo sulla propria vita e di realizzarsi positivamente ed efficacemente a livello personale, sociale e professionale. Esistono, secondo i contesti e le modalità, diverse tipologie di orientamento. Io mi occupo di orientamento scolastico. Questo orientamento fa riferimento al contesto della scuola, soprattutto ad alunni nella fascia di età dagli 11 ai 18 anni, che devono affrontare degli step di scelta importanti. Mi occupo di consulenze e percorsi di orientamento individuali e di gruppo che focalizzano l’attenzione sull’analisi delle rappresentazioni mentali di sé, della conoscenza dei propri valori, dei propri limiti, delle proprie attitudini e desideri che concorrono a formare l’identità della persona al fine di renderla competente e capace nella conoscenza di sé e di ciò che vuole.